2009-08-22

Il fumo uccide



- Mi offri una Marlboro che mi sorprendo i polmoni? - chiese cortesemente la Nuvola Nera.
- Ti offro il mio cazzo, così ti sorprendi il culo - rispose Bastardo.
- Ah. Tiralo fuori se hai le palle Bastardo.
Senza esitare Bastardo si alzò dalla sedia e tirò fuori il suo grosso uccello che subito trovò il consenso nel sorriso della barista.
Nuvola Nera, vedendo il suo avversario occupato nella sfida con quella troia, raccolse tutta la materia che trovò nelle profondità del suo essere e gli sputò una roba verde antico sul cazzo. La reazione fu immediata. Il ginocchio del Bastardo arrivò sul viso del vecchietto, e, mentre era ancora in volo, gli regalò un massicio posacenere in fronte. La nuvola nera raggiunse il pavimento. Qualche secondo più tardi lo fecero anche i suoi denti che si erano soffermati in aria.
Come se non fosse niente Bastardo si rimise al banco a bere la sua birra.
Il vecchietto si alzò e sorprese Bastardo alle spalle piantandogli nel viso il cacciavite da elettricista che aveva trovato in tasca. Colpi veloci. I primi tre bucarono la pelle esplorando la cavita orale, il quarto invece fu decisivo. Attraveso l'occhio gli arrivò nel cervello. Per un istante Bastardo si ricordò di una cosa che credeva aver dimenticato. Una roba dell'infanzia. Poi morì.
- Che cazzo guardi? Fammi una birra.
Senza rispondergli la barista si rimise al lavoro e gli diede la birra. Nuvola Nera seccò il mezzo bicchiere con un sorso solo. Mentre stava appoggiando il bicchiere sul banco si senti una sensazione strana. Come se le sue budella si aprissero. E fu proprio così. Poco dopo il contenuto della sua pancia si unì al sangue della cameriera che si trovava per terra. Ora lo aveva capito anche lui, c'era un scambio di ruoli. Aveva sottovalutato le capacita mimetiche degli androidi.

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2009-07-11

Noi

Da formica ho vissuto mille anni
e nessuno non si è accorto
perché noi formiche siamo tutte uguali.

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2009-05-31

Tutto questo

Tutto questo è una pubblicità
per quell paio di scarpe
che mi sono durate a lungo.

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2009-03-20

Lokum

Ora vai. Ma prima di uscire ricordati di farti brutto. Spalmati addosso la merda e copriti con quegli
stracci pieni di vomito e di piscio. Una volta là fuori, ricordati di non guardare nessuno in faccia. Qui ti ammazzano per molto meno. E l'aria... respira solo quella che altri hanno espirato. Se per la strada senti le donne e bambini urlare, non prestare loro attenzione, vai avanti. Infine, se quando arrivi alla tua destinazione, il negozio sarà chiuso o il lokum sarà finito, pazienza, prenderemo il caffè senza. 

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Alle 21 marzo 2009 alle ore 10:06 , Anonymous Emmaboshi ha detto...

Se il lokum è finito rimandiamo tutto!
Non c'è altra via di scampo?

 

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2009-01-09

Il tempo

Con l'avvicinarsi dell'inverno il buio si faceva prima del dovuto e ciò impediva alla madre maestra della vergine immediata(con la cadenza sulla i) di vedere le cose come in luce lo erano. Le lancette del suo orologio erano scure e si confondevano con lo sfondo anch'esso nero. Cosi madre maestra decise di darle una verniciata. Il meccanismo cinese movimentato da una mini stilo AA non era preparato per un simile ritocco e si trovò con le lancette estremamente pesanti. Il risultato era significativo. La lancetta dei secondi percorreva la prima metà del giro in caduta libera impegnando per tale tragitto poco più di un secondo. Per la seconda metà si arrampicava come per la sopravvivenza del tempo stesso e recuperava il tempo perso nella caduta. In verità, il minuto era compito senza ritardo.

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Alle 12 gennaio 2009 alle ore 11:11 , Anonymous Anonymous ha detto...

Che bella storia! Anche il mio orologio avrebbe bisogno di una lancetta nuova...
Giulia

 

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2008-12-03

Amore

-riki, rrrriki. Il mio pappagallo pronunciò il proprio nome in modo diverso, come se volesse dire le cose diverse. Io ne ero convinto, quelle erano le sue ultime parole e dietro quelle si nascondeva una storia d'amore. Sì, lui amava la mia maestra di elementari. Signora Ivana. Si vedevano di nascosto. Di notte quando mi addormentavo, Riki apriva la sua gabbia e volava da lei. Lei li leggeva le dolci poesie e lui rispondeva con il canto d'amore. Si amavano così. Ivana desiderava i paesi lontani, ma il regime non gli permetteva di fare le belle vacanze. Anche lei era un uccello in gabbia, e solamente nella gabbia si cantano i canti della libertà, proprio come nella libertà si ingabbia nella solitudine. Condividevano lo stesso odore, e quando lei mi puniva in classe, mi puniva anche per la gelosia. Non ho mai detto niente. Ma ora che tutti e due hanno abbandonato questo mondo, ve lo dirò. Quello sì che era amore.

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Alle 3 dicembre 2008 alle ore 14:25 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

grande petar,
tutti i miei complimenti...
solo mi sembra che stai scrivendo troppo (il tuo ultimo pezzo era di poco tempo fa)...
continua così

 

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2008-10-12

Il miracolo

Il miracolo non stava tanto nel fatto che il postino quella mattina aveva consegnato la pensione con un aumento del 10 per cento a zia Dina, quanto che la stessa pensione, compreso l'aumento, fu portata via dalla Madonna di Loreto in persona, mezz'ora dopo. La Zia non era abituata alle apparizioni di questo tipo e all'inizio si spaventò. Ma la Madonna era una donna calma e tra una sigaretta e l'altra spiegò a Dina che la sua pensione è indispensabile per portare a termine il disegno divino. Dopo aver convinto la vecchietta di consegnarle la pensione, la madonna la salutò e la zia rispose con: "Vai in pace". E lei andò in pace, forse anche quella stessa sera. Perchè il mattino seguente la trovarono stecchita sotto un ponte. Qualcuno le aveva fatto un brutto scherzo vendendole invece di eroina un po' di buon intonaco sbriciolato. Il cuore non fu tanto felice di questo fatto e si fermò. Apparenza inganna e il primo ad accorgersi dell'inganno è proprio il cuore.

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Alle 13 ottobre 2008 alle ore 10:08 , Anonymous Emmaboshi ha detto...

Grande ritorno Momak!

 
Alle 13 ottobre 2008 alle ore 13:21 , Anonymous MAG ha detto...

Peccato. La preferivo a tutte quelle statue di gesso modello bambolona casta. Pazienza. Felicitazioni per l'attesissimo ritorno del Momak da Mag mezzo kossovara. Mir Dita!

 
Alle 13 ottobre 2008 alle ore 14:20 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

fantastico petar... dal punto di vista produttivo sei stitico come e più di me... ti capisco, per fare bene le cose occorre tempo... per me sei un grande

 

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2008-04-29

Vi presento Momak

Nuovo prestigioso contributor per Emmaboshi.
Vi presento Momak che scriverà Sostanze.
Grandi temi con piccole parole.
Qui sotto trovate il primo pezzo.
Enjoy!

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Mauser / sinfonia N.7,63

Harold sapeva che al Dio non piaceva l'idea di suicidio. Semplicemente non gradiva quel tipo di consegna. Preferiva il suo corriere. Il suicidio gli sembrava una cosa da cinesi; te ti sbatti tutta la vita per creare un prodotto, un'autorità e poi te lo fottono piccoli gialli da una terra lontana. Ma a Harold questo non importava. Era molto preoccupato invece dell'immagine. Non voleva una cosa troppo teatrale ma neanche banale. Era molto convinto sul metodo. Il suo Mauser, calibro 7,63 doveva essere all'altezza del compito. Se il proiettile avrebbe attraversato la sua testa in modo previsto la scena poteva funzionare. La tivù era un fattore pericoloso. La scena del crimine poteva essere compromessa se nel momento della scoperta del cadavere appariva una pubblicità sul detersivo o cosa del genere. Perciò decise di spegnerla e tornò a sedersi sulla sua poltrona preferita. Aspettò qualche istante come se volesse aggiungere una pausa musicale e si sparò il colpo in testa. Quello che vide erano sicuramente titoli di coda, roba tecnica - pochi ringraziamenti. Ma quello che non vide fu la sagoma di zio paperone che il suo cervello formò sulla carta da parati in stile vittoriano.

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2 Commenti:

Alle 29 aprile 2008 alle ore 23:17 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

grande esordio
complimenti momak

 
Alle 30 aprile 2008 alle ore 20:28 , Anonymous p.s. ha detto...

grazie pasquale

 

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