2008-10-24

Aspettare la propria faccia

Porca miseria Emma, mica lo sapevo che c'eri anche tu in quel posto? Se no ti avrei pregato di farmi un po' di compagnia....Sono stata ad aspettare su quelle orribili sedie di plastica tutto il pomeriggio. Ho letto anche delle riviste di nuova concezione, non ricordo nemmeno i titoli, ma parlavano di calze smagliate, mariti che tradiscono, donne che mentono. Roba esclusiva insomma. Del resto non sapevo più come impiegare il tempo. Aspettavo, aspettavo e niente. Devo aver passato così almeno tre ore, giuro, nemmeno un minuto di meno. Allo scattare della terza ora un dottore, anzi, a guardarlo bene, sembrava un dottorino, insomma questo dottorino ha fatto capolino da una di quelle porte di truciolato facendomi segno di raggiungerlo, ma senza entrare. Io l'ho guardato, ho sorriso e gli ho fatto notare che avevo aspettato tre ore!Lui non si è nemmeno scusato, quel mascalzone. Mi ha consegnato la mia faccia di riserva ancora tutta imballata ed è sparito di nuovo dietro quella porta.
Devo confessarti una cosa Emma....Anche se quello là, il dottorino, dice che la faccia di riserva è indispensabile, utilissima in tutti quei casi in cui perdi la tua, a guardarla bene questa faccia qua, secondo me, nemmeno mi somiglia.
Devono avermi dato l'indirizzo sbagliato, anzi quello lì, secondo me, non è nemmeno un vero dottore. E'troppo giovane!
Ma allora, caro Emma, dove se la vanno a fare la faccia di riserva così fatta bene tutti quelli là, i Cuffaro, i Mastella, i Lapo, le Carfagna?

Saluti,

Mag

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2008-10-13

Sproloqui demagogici e furiosissimi amplessi

Caro affitti. Recessione economica. Precariato. In una sola parola: coinquilini.
Negli anni ne ho collezionato un numero variabile compreso tra 50 e 60, senza considerare l'estero e le vacanze in campeggio.
Mi sembra abbastanza per poter osare un approccio statistico che, tenuto conto dei fattori più complessi e approcciando il tema in maniera quanto mai seria, possa giungere infine ad un vero e proprio culto delle personalità in questione.
Lo farò a ritroso, a partire da oggi, se Emmaboshi consente.

A ciascun coinquilino il suo ritratto.
La chiamerò S.D.E.F.A. (sproloqui demagogici e furiosissimi amplessi).
Io e Sdefa ci incontriamo a ore pasti, tutti i giorni. In presenza di cornflakes integrali, pasta al pesto o tisana della sera, il dibattito che Sdefa accende a tavola è sempre lo stesso: sesso e grillismo.
Questa mattina bisognava assolutamente, secondo Sdefa, consultare la milk map per comprare il latte nei distributori automatici, ieri era una palla di detersivo per la lavatrice promossa dal blog di Grillo l'oggetto del desiderio, tre sere fa Marco Travaglio, vedi alla voce amplessi.
E poi dicono che bisogna masticare a lungo ogni boccone... dicono, dicono, perché invece di parlare di masticazione non abbassano gli affitti?
Saluti,
Mag

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Alle 14 ottobre 2008 alle ore 11:57 , Anonymous Anonymous ha detto...

è vero, è vero!! (io però ho incontrato molti Sd, ma pochissimi Fa... in che cosa ho sbagliato?)
quanto alla variante iellatrice regionale Lscès (ma Lo sai cosa è successo a quello?...), cosa ne vogliamo dire?
Giu

 

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2008-07-31

Luogo contemporaneo

Caro Emma,

scusa se è da un po' di tempo che non scrivo. Però a Ciribella, dove volevo trascorrere l'estate, non arrivava la ADSL.
Allora mi sono trasferita a Lugo. Pare che Lugo sia un posto dove succedono cose e si può vedere gente,(me l'ha detto un tizio al Toga Party).
Pensavo: "Sarà il solito, tipico centro della bassa romagnola con i portici, le biciclette, l'afa e i vecchietti in pantaloncini e sandalo con calzino bianco".
E invece quanto è diversa, Lugo! Per farti capire, te la devi immaginare con tutto quello che ti ho descritto sopra, ma con l'aggiunta di John De Leo.
Ho scoperto che esiste una Lugo prima di John (vedi sopra), una Lugo durante John, e una Lugo dopo John.
Io che le ho vissute tutte e tre ti posso dire una cosa: la Lugo durante John è quella che mi è piaciuta di più. In certi momenti con quei suoni, quelle immagini, quelle luci sembrava persino di volare!
Solo che poi è arrivata la Lugo dopo John. Quasi si fossero messi d'accordo tutti insieme, i lughesi hanno fatto le valigie in fretta e via di corsa per le ferie di agosto.
Siamo rimasti io e l'ADSL a Lugo adesso, e qualche volta pure lei, mi abbandona per alcuni lunghissimi minuti.
Così ho deciso. Torno a Ciribella, ma ci porto John De Leo: vediamo che succede!
Se basta un direttore artistico per cambiare il volto delle città, perché non portarlo in giro in processione?

Saluti

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2008-06-26

Black Soap e calcetto saponato

Caro Emma,

ieri sera sono stata a Sala Bolognese, o meglio, un manipolo di amiche mi ha trascinato ad un concerto punk di Sala Bolognese. Mi hanno detto che andavamo a sentire un gruppo punk di quelli cattivissimi, con le magliette nere, le donne anoressiche e senza seno, e gli immancabili anfibi pesanti col carrarmato in cauciù. Mi hanno detto che si poteva anche bere la birra fuori e allora, basta, ci sono andata.
La birra però l'ho bevuta tutta d'un sorso, per non sentire i testi delle canzoni del gruppo che, ahimè, erano in italiano. Così ho scoperto che il nuovo punk ce l'ha ancora con la televisione e il sistema, e si procura numerosi piercing tra capo e collo per fare più paura.
Chissà cosa avranno pensato dei miei pantaloni bianchi di lino e della mia camicetta a fiorellini...Di sicuro mi avranno preso per la mamma del batterista Gabòn. "Caspita si porta bene i suoi 55 anni quella tettona della mamma di Gabòn", avranno pensato.
A metà del terzo pezzo ero spacciata. Cercavo di fare gli occhi dolci per ottenere un passaggio verso casa, ma in quegli ambienti lì con gli occhi dolci ottieni poco, come puoi immaginare.
Allora ho pensato alla cosa più cattiva, più punk, più contro-il-sistema che mi veniva in mente e improvvisamente...la folgorazione!! Black soap di Trenitalia!! Solo grazie al Black Soap qualcuno mi avrebbe dato un passaggio verso casa.
C'ho provato, tutta la notte, a dire "Ehi, se mi porti a casa ti faccio vedere una cosa cattivissima, il Black Soap Ferrovie dello Stato".
Niente da fare. Mi è toccato aspettare che l'intera band finisse pure di giocare la partita di calcetto saponato, dopo il concerto.
Il sapone poi, quello che insaponava il pavimento del calcetto, sai com'era? Era bianco, schiumoso e profumato...Ti rendi conto? Come si fa a fare i cattivi, con quel sapone lì?

W le Ferrovie dello Stato, omaggio al punk, al pulp e allo splatter cattivissimo.

Saluti,

Mag

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2008-06-08

Riso al vapore con pollo a cubetti

Caro Emma,
oggi corrispondo dalla cucina di casa mia. L'ho promesso al Pignalosa ed ecco qua la mia ricetta: riso al vapore con pollo a cubetti.
Per fare un ottimo riso al vapore con pollo a cubetti è necessario prima di tutto avere una vaporiera, cioè una pentola con i buchi per far passare il vapore che viene dall'acqua bollente contenuta nel fondo della speciale pentola.
Insomma quando tutto inizia a bollire, cioè quando la pentola inizia a bollire, nel senso che vi sembrerà che la pentola stia per prendere il volo dentro una nuvola bollente e umida, solo allora aprirete il coperchio! I miopi dovranno considerare l'eventualità di un appannaggio totale delle lenti degli occhiali, quindi tenetevi vicino un panno morbido per pulire i vetri degli occhiali, ma mentre li togliete fate attenzione a non rimanere accecati dalla suddetta nuvola di vapore bollente che cercherà di insinuarsi dentro alle vostre povere pupille miopi.
Dicevo, una volta aperto il coperchio buttateci dentro due manciate di riso e un bicchiere di acqua che avete fatto bollire a parte in un piccolo pentolino. Se prendete il bicchiere con l'acqua bollente con le mani vi scottate di sicuro, come minimo vi cade il bicchiere e si frantuma sui vostri piedini, quindi prendete la misura di un bicchiere di acqua prima di versarla nel pentolino dove andrà a bollire, ma poi pure il pentolino tiratelo su con una presina. Ci siete?
Dunque avete messo il riso e l'acqua bollente nella pentola bollente, ora aggiungete un pizzico di sale e aspettate. Intanto tagliate il pollo a cubetti.
Non mescolate mai il riso, fidatevi, e aprite il coperchio solo 10 minuti più tardi per ammirare la vostra fragrante massa di chicchi bianchi! A quel punto trattenete l'eccitazione giusto il tempo necessario per versare un po' di olio extravergine, mescolare velocissimi prima che tutto si attacchi alla pentola e versate in un piatto da portata. Spolverate di parmigiano.
Ora potete mangiare il riso, ma solo se intanto avete messo nella stessa pentola di prima anche i pezzetti di pollo con qualche aroma e sale.
Se però avevate in casa due vaporiere potevate fare tutto contemporaneamente e mangiare il riso con il pollo di fianco, ma credo sia già strano averne una di vaporiera, due mi sembra un po' da esauriti, no?
Allora quando avete finito il riso c'è il caso che il pollo sia pronto. Estraete e versate sul piatto.
Colite, gastrite, virus intestinali, mal d'amore, malinconia, cagotto e vomitino, tutto guarirà in pochi bocconi!
Saluti.

Ps: lavate subito la vaporiera, se no i resti si appiccicheranno per sempre!

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Alle 10 giugno 2008 alle ore 18:33 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

carissima Mag
complimenti per la ricetta. L'unico appunto che mi sento di muoverle è che è veramente "sana".
Io per combattere la colite uso i seguenti ingredienti: vino rosso, salame, legumi, ortaggi produttori di gas come il cavolfiore o i broccoli.
Spesso la colite trionfa, ma in questa battaglia infinita qualche volta vinco anch'io e la soddisfazione è grande...
in effetti l'unica vera cura per la colite è essere felici...
baci

 

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2008-06-03

Rom o Rum? / Chi aziona le giostre?

Caro Emma,
in quella giostra ci sono stata. Solo che quando sono arrivata mi sono accorta che i giostrai erano tutti Rom o rumeni, non so, tanto è la stessa cosa no? Almeno così dicono al TG2. Beh mi sono accorta che da piccola non notavo mai tutti quei giostrai Rom, nemmeno mi chiedevo come facessero ad azionare le giostre.
Invece ieri erano tutti lì ad aspettarmi e avevano certe facce incazzate.
Dicevano che da un po' di tempo la gente si è messa in testa che un giostraio deve avere un contratto fisso di lavoro altrimenti non può stare in Italia.
Mi dicevano che invece se un giostraio fa il giostraio lo fa e basta, non è che deve fare un contratto con l'azienda delle giostre. E' un giostraio e basta. Al massimo ti può mostrare la licenza per vendere lo zucchero filato però il contratto quello no perché un giostraio è un libero professionista.
Non ci avevo mai pensato che il giostraio è un libero professionista. Di solito la parola libero professionista mica mi fa venire in mente gente abbronzata, vestita anni '80, con qualche dente placcato in oro e catena 18 carati al collo! Piuttosto mi fa venire in mente agenti immobiliari in grigio topo o al massimo precari artistoidi con Partita Iva!
Io alla fine ho fatto un giro sull'autoscontro e non ce l'ho fatta poi, quando sono scesa, a chiedere: "Ma Rom e rumeni sono due cose diverse, si o no?".
Sono andata via col dubbio... puoi aiutarmi, Emma?

Saluti,
Mag

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Alle 3 giugno 2008 alle ore 23:15 , Anonymous p.s. ha detto...

rom e rumeno nn sono la stessa cosa. in italia ci sono 45.000 rom di cui 80% sono citadini italiani. altri 20% provengono dall'est europa. da sempre convivono con noi e portano un destino pesante. ma ora che la tv ci dice che sono cattivi noi li consideriamo tali. siamo pecore o no?

 
Alle 4 giugno 2008 alle ore 14:58 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

la campagna dei cosiddetti mezzi
di informazione contro i non
ariani è ormai ad un livello
insostenibile. mi auguro che,
contrariamente a noi italians-pecore,
i rom, i rumeni, i negri, i marocchini ecc. si incazzino e creino
del serio disordine.
già un banale sciopero delle
badanti manderebbe in tilt questo
nostro bel paese ovile.
oggi il famodo quotidiano IL GIORNALE titolava: ecco le ville che diamo ai rom (o ai rumeni? o ai finocchi? ecc.: prima pagina, apertura a 9 colonne e tre foto.

 
Alle 4 giugno 2008 alle ore 17:08 , Anonymous Lord Brummell ha detto...

Sui rumeni non sono abbastanza aggiornato, ma rom e marocchini ne creano già anche troppo, di serio disordine. E per quanto riguarda le badanti direi che la questione va liquidata diversamente.
Sarà anche vero che l'invecchiamento della popolazione le ha rese indispensabili, ma non è che la famiglia dell'anziano possa poi trasformarsi in un'impresa da un giorno all'altro.
Più che di italiani-pecore e revival ariano, da parte mia sarei lieto che la si smettesse con questo piagnisteo da esterofili e ci si rendesse conto che - essendo un fenomeno complesso - l'immigrazione è sia risorsa che problema. Detto questo, credo che il post della Mag non servisse a intavolare una gara a chi è più buono con l'immigrato o a chi è più bravo a stracciarsi le vesti.
LB

 
Alle 4 giugno 2008 alle ore 20:00 , Anonymous MAG ha detto...

Ma certo!Lord Brummel ha colto nel segno. Solo mi sembrava necessaria qualche distinzione e un approccio ironico al problema. Insomma secondo me le pecore senza un buon pastore se le mangia il lupo e io non ci vorrei finire tra le sue fauci! E poi Momak ha fornito dei dati utili e necessari, no? Grazie a tutti per l'attenzione e per i commenti.

 
Alle 4 giugno 2008 alle ore 22:56 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

volevo solo aggiungere che sono stufo
della campagna organizzata da stampa e televisione che mira a distogliere
i pecoroni o pecoronissimi dai problemi del paese. rimandando a casa gli extra comunitari (poveri), licenziando i dipendenti pubblici ecc. l'itaglia sarà un paese perfetto. che l'ignoranza dilaghi, che i capitalisti selvaggi non riescano più a "rimettere in moto l'economia" per ingordigia, che lo schiavo senza catena rinvedichi la sua voglia di schiavitù...
mi fermo perchè sto esagerando, ma vivo veramente un certo disagio nel 2008 e comunque mi scuso con tutti voi che stimo.

 
Alle 8 giugno 2008 alle ore 22:28 , Anonymous Lord Brummell ha detto...

Caro Pasquale,
Mica è necessario scusarsi. Mi pare normale dare segni di insofferenza, visto e considerato che l'insopportabile retorica dell'informazione italiana cerca di vendere come soluzione il reato di immigrazione clandestina che (mi pare evidente!) non farebbe altro che intasare carceri e burocrazia, senza peraltro ri-educare o re-inserire nessuno (ammesso che ciò si possa fare).
Detto questo, è pure vero che abbiamo i nostri poteri personali, per riuscire a discernere tra info e dis-info!
Questa settimana, date trasferte di lavoro varie, ho disertato il blog. Rimedio con doppio post da mercoledì. A presto, caro amico
LB

 
Alle 9 giugno 2008 alle ore 19:49 , Anonymous p.s. ha detto...

Torino, 04 giugno 2008

Vogliamo denunciare un grave episodio, accaduto questa mattina, di cui è stata testimone una Mediatrice interculturale di Moncalieri. Alle 08:30 circa, sul bus 67 (capolinea di Moncalieri), pieno di gente che a quell'ora è diretta a scuola o a lavoro, è salita una pattuglia della polizia, ha intimato a tutti gli stranieri di scendere, ha diviso maschi e femmine con bambini, ha chiesto il permesso di soggiorno.

Molte persone avevano con sé solo la carta di identità italiana, altri il permesso di soggiorno, altri ancora né l'uno né l'altro.

Tutto l'episodio si è svolto accompagnato da frasi quali : "non ce ne frega niente della vostra carta di identità italiana" , "è finita la pacchia", "l'Italia non è più il Paese delle meraviglie".

Gli agenti hanno fatto salire tutti gli uomini su un cellulare, solo un uomo marocchino, mostrando la carta di identità italiana, si è rifiutato di salire, chiedendo di che cosa veniva accusato e che avrebbe fatto riferimento al suo avvocato. Gli agenti l'hanno lasciato andare.

Nessuno dei passeggeri rimasti sull'autobus è intervenuto, anzi, molte delle persone presenti, anche sui balconi delle case intorno e sui marciapiedi, hanno applaudito.

Ci aspettiamo che venga fatta chiarezza e che non si ripeta mai più un simile episodio in un Paese che si dichiara civile e democratico.





ASSOCIAZIONE ALMATERRA

 

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2008-05-26

Asportiamo le pizzerie da asporto

Caro Emma,
dimmi la verità, tu controlli ancora la buchetta della posta? Te lo chiedo perché io non so più se devo continuare a farlo oppure no. Infatti tutte le mattine mi avvicino alla piccola cassetta con una vorace ansietà, come di chi si aspettasse una piccola lettera d'amore, un cartoncino giallo con l'indirizzo scritto a mano, o quantomeno, un pacco bomba, così tanto per darsi un tono.
E invece, mio caro Emma, nella mia buchetta si è formata una pila piuttosto considerevole fatta solo di foglietti colorati che annunciano l'apertura, lo sconto promozionale o il cambio di gestione di una pizzeria da asporto. Ce ne saranno ormai centinaia nella mia zona, di pizzerie tutte uguali, con il banco protetto dal vetro, macchie di verdure sparse qua e là, un cassiera pugliese, terzo anno DAMS cinema. Io caro Emma divento pazza se penso alla mia casa presa d'assedio dalle pizzerie d'asporto. Sento l'odore di finto origano che mi accompagna dalla mattina alla sera, si insinua nella mia camera e mi tenta con la caloria da carboidrato di casa nostra che poi tanto male non fa, dalle 8 alle 8.
E invece, caro Emma, io penso che facciano malissimo, queste pizzerie d'asporto, fanno male alla salute, ma soprattutto alla fantasia. Vuoi mettere affacciarsi alla finestra e vedere un fioraio mistico, una parrucchiera grassa, un altrettanto grassa panettiera, un fruttivendolo arrapato, un agente immobiliare ridanciano, un tabacchino astemio?
Io non ne posso più, caro Emma, delle pizzerie d'asporto, e la mia buchetta della posta uno di questi giorni la faccio brillare, lo giuro.
Aiutami anche tu ad asportare le pizzerie da asporto.
Saluti,
Mag

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3 Commenti:

Alle 26 maggio 2008 alle ore 23:32 , Anonymous p.s. ha detto...

uuuu. credo che a Freud piacerebbe commentare questo post.:))))

 
Alle 26 maggio 2008 alle ore 23:34 , Anonymous Emmaboshi ha detto...

Ho pensato più volte di fare qualcosa anche io per loro, ma poi ho lasciato perdere.
Mi sono anzi concentrato sul loro aspetto (dei pieghevoli e delle pizze), li sto collezionando e un giorno pubblicherò questa macabra collezione di fotografie di pizze scariche e parole come PANPIZZA o ROTOLINO.
Restisti, anzi Mag, quelli più belli tienili da parte per fare una donazione alla nascente Collezione Emmaboshi.

 
Alle 28 maggio 2008 alle ore 14:33 , Anonymous Lord Brummell ha detto...

Cara Mag,
Ho l'impressione che schiere di tredicenni con paghetta a 20 €/settimana vorrebbero la tua testa su un vassoio d'argento (o per lo meno su cartone di pizza...),
A presto,
LB

 

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2008-05-16

Disturbi nel sonno

Caro Emma,
ieri sera non riuscivo a prendere sonno. Non riuscivo a prendere sonno perché Giulia mi aveva appena detto che a settembre se ne va a Parigi. Così continuavo a rigirarmi nel letto pensando al fatto che Giulia se ne va a Parigi. Mentre ragionavo su questa notizia ho iniziato a sentire fame e allora mi sono ricordata che non avevo cenato, fatta eccezione per 2 ravioli al vapore ingoiati ancora bollenti dopo l'aperitivo con Giulia in via Parigi. Oddio di nuovo Parigi e Giulia a Parigi, un tormento. A un certo punto la fame e Giulia a Parigi sono diventate un unico problema e ho iniziato a immaginarmi con Giulia a Parigi, affamate, alla ricerca di un posto dove buttare giù 2 ravioli al vapore. Ma proprio mentre stavamo tirando fuori 2 euro e 50 per comprare i ravioli nel ristorante vietnamita di Rue de Duai, mi sono svegliata.

Saluti
Mag

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2 Commenti:

Alle 16 maggio 2008 alle ore 17:22 , Anonymous p.s. ha detto...

a me suona bene: Giulia a Parigi!

 
Alle 16 maggio 2008 alle ore 20:07 , Anonymous Lord Brummell ha detto...

Beh, meglio così.
Credevo che volessi mangiare Giulia a Parigi!
Ciao cara,
LB

 

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Tre volte a Parigi e una in Calabria


[Copertina di Emmaboshi da una foto di Mag]
Vi segnalo la pubblicazione dell'opera prima della nostra contributor Mag. Ha esasperato Marco Ardemagni fino a convincerlo a scrivere un libro con lei. Qui trovate il libro in download per €1.25.
Qui sotto un estratto dalla quarta di copertina.

Si chiama “parigino”. Chi gli ha dato questo nome doveva conoscermi oppure ha fatto un rapido sondaggio e ha scoperto che se scrivi parigino su un panino hai più possibilità che una certa classe proto-intellettuale notoriamente schierata a battaglia contro i McDonald's, di nascosto, senza farsi notare da nessuno, vinca la resistenza ideologica ed entri ad appropriarsi di un involucro bollente e unto esattamente come tutti gli altri. È quello che ho fatto. Con meno di due euro in 3 minuti e 57 secondi ho introdotto nel mio corpo scorie radioattive, avanzi umani di black-block catturati nell'ultimo G8, interiora di bambini bielorussi e trito di polli infetti da influenza aviaria. Eppure niente. Non mi sento male. Qualcosa che assomiglia a del pane al mais+qualcosa che assomiglia ad una cotoletta di pollo+una foglia di lattuga+maionese che sa di erbe di Provenza - se no che parigino sarebbe - ha oltrepassato la gola, l'esofago, il canale digerente e adesso staziona nel mio stomaco come qualsiasi altro cibo. Il corpo si sarebbe comportato allo stesso modo anche con la salsa di soia no OGM, i riccioli di mais senza sale, il riso al vapore con verdure saltate nel wok, il seitan, una pera sbucciata, 100 grammi di semi di lino! Non riesco a non pensarci. C'è qualcosa di straordinario nella assoluta meccanicità del corpo umano.
Ardemagni inoltre ne parla così sul suo blog.

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2008-05-13

C'ho provato/ Dalla Fiera del libro di Torino

Caro Emma,
ora lo posso dire: «C'ho provato». Sì proprio ora che la Fiera del libro è finita e io mi sento come un tappeto calpestato da tutti quanti i suoi 300.000 visitatori.
Lo so, capita a tutti di sentirsi un po' giù, ma qui non stiamo parlando di una comune spm o magari di una generica spossatezza primaverile, qui stiamo parlando piuttosto di una crisi da rigetto vera e propria. 1200 espositori, 800 incontri, convegni e tavole rotonde, seguite da 7 cene di lavoro con capi mummificati, decongelati e affogati in elaborate salsine agro dolci. Come è sopravvissuta Mag a tutto questo tam tam di editoria «de noi artri»? Molto semplice. Grazie a due angeli della consolazione. Sì, li chiamerò così, anche se in arte si tratta di Antonio Rezza e Natalino Balasso. Ti assicuro che sono molto meglio di quei due lagnosi degli angeli di Wim Wenders.

Il primo angelo arriva nel mio gabbiotto radio mentre sbobino l'ultima mortifera intervista ad A.B.S. (Autore di Best Sellers), immortalato in quarta di copertina a bordo della sua Rolls Royce d'epoca in fuga verso la California. Antonio Rezza entra, prende il mio microfono e urla nelle casse un esaltante: «Questa è la metastasi della letteratura». E se ne va.
Rimango qualche istante ferma con il microfono in mano con la sensazione di aver mandato giù a tradimento una dose di caffeina di prima scelta. Bene, ora posso continuare a sbobinare Clive Cussler sapendo che qualcuno laggiù tra il padiglione J e il padiglione K la pensa come me.

Il secondo angelo interviene in maniera ancora più diretta. Natalino Balasso mi blocca mentre sto conducendo un Carlo Lucarelli di nero vestito nel mio solito gabbiotto per l'intervista. Il Balasso avanza dubbi sull'attività a suo dire licenziosa che io e Lucarelli stiamo per consumare nel gabbiotto. Intanto lo stand è gremito di fans di Natalino che incominciano a ridere e applaudire. Per fortuna Lucarelli non è certo uomo da farsi intimidire, guarda avanti ed entra con me nel gabbiotto. Là fuori intanto Natalino Balasso prepara il pubblico alla nostra uscita, qualche minuto dopo. Per primo Lucarelli che viene accolto da un applauso. Dopo mezz'ora esco io sperando che l'interesse sulle questione si sia nel frattempo smorzato e invece il Balasso mi sgattaiola come un razzo nel gabbiotto per rivelare al suo pubblico la verità: «Proprio come immaginavo: là dentro c'è una vasca idromassaggio a forma di cuore».

Caro Emma, grazie ai miei due angeli la settimana dentro al grande baraccone spennellato di cultura Fiera del libro di Torino è sfrecciata via come la Rolls Royce di Cussler verso la California.
Saluti,
Mag.

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Alle 14 maggio 2008 alle ore 10:10 , Anonymous Lord Brummell ha detto...

Cara Mag,

Un caso di telepatia!
Ieri ho citato Natalino Balasso perchè sul muro di un posto pubblico ho notato che qualcuno aveva scritto: "Hasta la VITORIA siempre".
Mi pareva un Che Guevara naturalizzato a Rovigo!
A presto,

LB

 

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2008-05-07

Affinità e divergenze fra i blogger Mag e Lord Brummell. Del conseguimento della maggiore età.


Per chi non lo sapesse, sto citando questo titolo. Un must-have.

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Alle 13 maggio 2008 alle ore 20:59 , Anonymous MAG ha detto...

Prometto al popolo sovrano che farò presto una pedicure!

 

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2008-05-05

Se la familiarità è senza famiglia / Cronaca dal Sud

Caro Emma,
per non disattendere al mio compito di corrispondente per Emmaboshi anche da qui, dal Sud, rinuncio al piacevole stordimento che procurano questi raggi del sole violenti e rientro in casa per scriverti. Là fuori continuano senza di me a passare larghe pennellate di blu e di bianco.
Due sere fa ho preso un treno storico: la Freccia Adriatica, Torino-Reggio Calabria. Su quel treno per quattro volte all’anno, da sempre, ho aspettato per ore di arrivare per poi ritornare. Mia madre portava un piccolo cuscino ricamato e una coperta di lana per coprirmi durante la notte. Ad ogni viaggio la coperta si allungava di un po’ fino a quando non è arrivato il giorno, anzi la notte, che la coperta non è riuscita più a coprirmi i piedi, e allora l’abbiamo riposta, lavata e stirata, nel baule del corredo, in attesa di proteggere dal freddo i miei bambini…

Salire sullo stesso treno da sola con un iPod in mano e un portatile sulle ginocchia non fa lo stesso effetto. Eppure il paesaggio fuori dal finestrino è sempre lo stesso. Stessi ulivi, stesse colline, stesso mare, stesse case mai finite.
Da quando sono qui, devo ammettere, inizio a sentirmi come una donna maritata del posto. Ogni giorno trascino le borse della spesa lasciando ondeggiare i fianchi generosamente e resisto a stento alla tentazione di togliermi i jeans per una gonna stretta in vita sospesa su tacchi alti. Entrare pienamente nella parte richiederebbe questo cambio di costume. Solo così rispetterei quella precisa identità che il luogo richiede e che io invece scelgo per ora di non esibire.
Per questo, suppongo, la cassiera del Conad si limita ad un saluto formale, e lascia avanzare la fila senza fare domande, quando ci sono io. Non le risulto familiare.

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2008-04-27

«Del perché in bagno leggo i detersivi»

In bagno leggo i detersivi. Cioè, per essere più esplicita, li leggo seduta sulla ciambella del water. Accompagno così l'atto liberatorio della mia giornata, con una lettura attenta delle etichette dei detersivi. Funziona anche con il detergente intimo che di solito non manca nelle immediate vicinanze. "Detergente specifico per l'igiene intima. Modalità d'uso: agitare prima dell'uso. Diluire e risciacquare con cura".

La maggior parte della volte funziona immediatamente: bastano queste poche righe che l'operazione principale viene completata dal mio organismo, come aver ricevuto un ordine. A volte però serve approfondire. E allora posso incappare in un: "detergente cremoso per la pulizia di tutte le superfici dure, porcellane, smalti, cromature, acciaio inox". E voilà anche questa volta il gioco è fatto.

Oggi però mi è capitata tra le mani, o meglio, sulle ginocchia, una pagina di Chi, notoriamente accettato come un giornale da cesso tra i migliori, con servizio, nelle pagine centrali, sulle ragadi di Fabrizio Frizzi. Giuro. Il povero Frizzi raccontava tutto per filo e per segno, di come si era accorto di averle, di come aveva condotto intere trasmissioni televisive senza potersi sedere, di come alla fine avesse risolto drasticamente il problema con un intervento chirurgico.

Mi sono così appassionata alla lettura che ho dimenticato il mio fine ultimo, perché mi trovavo cioè in quella posizione, il quel luogo a quell'ora, e dopo 8 pagine di lettura ancora non potevo dirmi "libera".
Come è finita, vi chiederete? Con una folgorante illuminazione.

Finalmente ho capito perché da anni, in bagno, leggo le etichette dei detersivi: perché le trovo funzionali e discrete. Le etichette dei detersivi non interferiscono con il tuo espellere. Ti accompagnano fino a quando è necessario e ti abbandonano appena non servono. La stessa cosa non si può dire per le ragadi di Frizzi. Ti appassionano, ti allontanano, ti spingono a riflettere, magari a vomitare ma sempre ti lasciano da sola dopo averti scosso nel profondo. E allora a questo punto non posso rinunciare a farmi una domanda e forse a darmi anche la risposta: se un semplice dossier su Frizzi e il suo didietro, hanno bloccato una funzione vitale al mio organismo, che effetto possono produrre su scheletro, nervi, sangue, ossa, muscoli e organi tutte le pseudo informazioni che ci raggiungono tutti i giorni, noi tapini, da mattina a sera? Quali funzioni bloccano, stimolano, accelerano o rallentano? Chi mi assicura che tutte quelle parole non siano acuminate come aghi puntati su bambolotti-wudu umani?

Per questo, caro Emma, sono praticamente certa che l'effetto mummificato del tuo sugo sia frutto solo di un accostamento sbagliato! Probabilmente in quel momento, mentre cucinavi, hai sottoposto il tuo passato di pomodoro ad un input semantico che produceva la mummificazione immediata dei liquidi. Che ne so....la sirena di un' ambulanza dalla strada, il campanello suonato da due testimoni di Geova alla porta. Qualsiasi cosa dall'effetto mummificante. Stacci più attento la prossima volta che inviti gente a cena.
Saluti

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2008-04-16

«Più pesce per tutti»

Frittura di baccalà, oppure nasello. Non so, caro Emma.
Faccio fatica a decifare, leggere tra le righe. In questi mesti giorni di polemiche e sfoghi, tutti abbiamo bisogno, probabilmente, di una dose aggiunta di fosforo. Questo mi sembra il vero messaggio tra le righe della tua splendida foto.
Del resto a essere fraintesi si fa sempre in tempo.
Allora, caro Emma, io continuerei a darci sotto con pesce e verdure, anche se probabilmente annegati nel mercurio, nota materia prima del mare Mediterraneo.
Insomma questa volta il complotto del sistema, termini che continuo, come sai, ad usare per puro piacere provocatorio specie dopo la polverizzazione del fu Bertinotti, è semplicissimo da chiarire. Vogliono farci perdere le coordinate, con questa realtà velocissima, complessa, eppure quasi immutabile. E noi forse possiamo reagire diversamente, evitando il buonismo certamente, ma anche senza farci bandiera di qualcuno da cui comunque non ci sentiamo pienamente rappresentati.
Per queste ragioni correspondence rimane coerente alla sua forma di commento aperta a tutti perché schierata solo dalla parte del buonsenso.
Se dico più pesce per tutti, mi fraintendete?
Voglio rischiare, e ti dirò, il doppiosenso ci sta tutto!

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Alle 16 aprile 2008 alle ore 15:36 , Anonymous Lord Brummell ha detto...

Possibile che a me sia vietato "moralismi" e a te venga ancora accordata la possibilità di utilizzare stantie voci come "sistema" (e lotta al medesimo) e "buonismi"? Ecco, sono ricaduto nella polemica... Che del resto è donna! E due... proprio non ci riesco. Sono antipatico di natura, evidentemente...
Cara MAG, per il pesce ti seguo, via libera ai doppi sensi. Anche perchè c'è anche un pesce di nome pas**ra, quindi - come vedi - le pari opportunità sono garantite.
Un abbraccio dall'amico lord in versione totano!

 
Alle 16 aprile 2008 alle ore 17:43 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

cara Mag è con vanità che ti specifico che nella foto è stato ritratto il seguente piatto: filetti di orata in guazzetto di gamberi e canocchie eseguito domenica scorsa dallo scef retrogusto.

 
Alle 16 aprile 2008 alle ore 17:55 , Anonymous MAG ha detto...

non vedo l'ora di gustarli! Ma quando mi invitate a cena in casa Boshi-Pignalosa?

 

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2008-04-07

Il display dell'autobus e la dolce attesa di J. Lo


Contrariamente a quanto succede di solito, sono io che sono andato ad ambientare la mia foto sulla base del post di Maria Antonietta. Su un qualsiasi autobus con un qualsiasi display che manda pubblicità.

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2008-04-05

«Ceretta o rasoio? Viaggiare o restare?»

Questa volta corrispondo, non da una foto di Emma... ma dall'autobus 13. Solo per porre un interrogativo alla massa pensante di questo blog: perché mentre vado in centro a comprare le strisce depilatorie devo leggere nella tv del 13 che Jennifer Lopez ha avuto due gemelli? Questa notizia potrebbe indurmi immediatamente a scendere dal bus e ritornare a casa a piedi senza strisce, affidando la mia depilazione a un vecchio classico arrugginito rasoio BIC. Se non fosse per il fatto che potrei tagliarmi e provocare infezioni e risultare alla fine dell'operazione quasi peggio di prima, per non parlare dell'effetto barba, a posteriori, lo farei, lo giuro. Allora scelgo di coprire la TV del bus con una mano, facendo finta di usarla come appoggio. Non apprezza la signora seduta di fronte che mi chiede immediatamente di lasciarle lo schermo libero. In quel momento, sullo schermo, appare un idiota travestito da angelo. Pubblicità progresso, o qualcosa del genere.
Alla fine scendo e non per comprare le strisce depilatorie. Scendo perché a quanto pare, anche sull'autobus c'è chi vuole guardare la televisione e per me invece i gemellini di Jennifer Lopez potrebbero prendersi l'ittero tranquillamente senza portare alcuno scompenso alla mia giornata. A ben vedere non posso nemmeno più andare in stazione a prendere il treno senza incappare in 5 spot in loop che mi informano sulle misure da prendere in caso di distorsione alla caviglia, notte d'amore imprevista, mal di testa e mancanza di spazzolino da viaggio.
Secondo voi, cari estimatori di Emma, diventerò una sedentaria con gambe irte di peli scuri e taglienti, o una viaggiatrice da autobus e treno con gambe liscissime ma TV bus e Tv treno dipendente?
Saluti

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Alle 5 aprile 2008 alle ore 19:13 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

Sei al sicuro, hai troppo senso critico per farti rovinare il cervello da queste volgari schermate...

 
Alle 6 aprile 2008 alle ore 13:46 , Anonymous p.s. ha detto...

Pensi che a J.Lo piacerebbe guardare la pubblicità delle tue strisce depilatorie?

 
Alle 6 aprile 2008 alle ore 19:54 , Anonymous Emmaboshi ha detto...

Secondo me ti manca solo un buon iPod nelle orecchie. Questo ti aiuta ad allontanarti e a percepire il mondo che ti circonda come un bel film, o, male che vada, come un pessimo spot.

 
Alle 7 aprile 2008 alle ore 08:54 , Anonymous Lord Brummell ha detto...

Cara MAG,
Innanzitutto siamo sopravvissuti a ieri sera. Scriveremo un post a testa sulla serata alla Silvio Soldini cui abbiamo partecipato, complice una dose massiccia di montepulciano.
Detto questo, ti ringrazio per il commento a Mini-moti. Anche se non condivido praticamente nulla di quanto mi hai scritto, mi rincuora che i miei amici (tra i quali ti annovero) hanno per lo meno la facoltà di riconoscere un senso nelle parole e nelle provocazioni altrui. Del resto, è evidente che senza recuperare il nesso fra fede e ragione, senza un accordo sui valori minimi che regolano la convivenza fra persone, non sarà possibile giungere ad alcuna posizione minimamente interessante. A me non interessa starmene in un Mondo dove qualunque battuta o presa di posizione deve per forza essere lesiva dell'identità di qualcun altro, normalmente delle donne. Sono gli effetti del relativismo. Figurati che J.Lo, dopo avere assicurato il suo didietro (e ne ha ben donde, dopotutto...) ha assunto (se la mia fonte è bene informata) un addetto specializzato nel titillarle i capezzoli, perchè l'incarnato della principessa portoricana possa sempre risultare perfettamente allineato alle esigenze di scena. Questo solitamente scatena la riprovazione di donne col sedere basso, o le lusinghe venate di invidia di uomini che per un reddito sicuramente inferiore svolgono mansioni meno avvincenti. E con ciò? Chi non vorrebbe fare un salto sul carrozzone, oltre gni bieco moralismo situazionista? Fin qui tutto bene, il seno ha le sue ragioni che il didietro non conosce.

 

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2008-03-21

«Ti chiederai»

Caro Emma,
ti chiederai dove sono stata, e ancora aspetti di conoscere il perché vero di tutte le tue ultime foto, tutte lì in attesa di essere svelate, una per una. Sei assetato di COMPLOTTO e di SISTEMA, come al solito, lo so caro Emma, e cercherò di non deluderti anche questa volta, ma prima devo spiegarti dove sono stata.
Ho visitato Filo, Filetto, PassoGatto, Spazzate Sassatelli, Alfonsine, Conselice e Consalvo, e ancora Sasso Morelli e poi Oriolo dei Fichi, e Sesto Imolese e alla fine di questo mio peregrinare, caro Emma, non sai quanti complotti ho trovato in questi sparuti centri urbani. Così tanti che ricomincerò proprio da qui, probabilmente da Conselice e Consalvo che non sono due fratelli sfigati romagnoli ma forse anche sì...
Per questo caro Emma, per svelare le parentele e le identità dei nativi attorno a San Patrizio, forse ti ho trascurato, ma ti assicuro Emma, ne valeva la pena.
Buona Pasqua

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Alle 25 marzo 2008 alle ore 21:10 , Anonymous Godo Russi Ravenna ha detto...

Ma non sei stata a Godo?

 

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2008-02-27

«Dentro al suv»


Caro Emma,
io ci sono stata in quel posto lì, quello dove parcheggiano i suv davanti a una luce fluorescente che viene da una porta luminosa. Io ci vado sempre, Emma, nei posti che ti inquietano e svelo i misteri del SISTEMA e del COMPLOTTO. Così anche questa volta ho scoperto cosa ci sta dietro a quel posto lì, col suv e tutto il resto. La luminescenza non è altro che un effetto speciale voluto dal sindaco di quel posto lì, non svelerò per ragioni di sicurezza il nome della città. Praticamente il primo cittadino ha disposto un meccanismo per cui appena un suv parcheggia in qualsiasi parte, ovunque si trovi, la LC, Luminescenza Comunale, arriva. Devi immaginarti come un gigantesco flash di una gigantesca Polaroid che si accende e poi in un nanosecondo inghiotte il suv. Sei stato fortunato, caro Emma, a cogliere quell'immagine poco prima del disastro. Il suv è stato assorbito dalla Luminescenza Comunale subito dopo. Dentro c'erano due stronzi che ancora non hanno capito che "basta con i suv in centro". E così ci siamo liberati anche di loro.
Saluti

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2008-02-20

«correspondence»


Caro Emma,

le pizzerie saranno quasi tutte uguali, ma se ci pensi bene, andare a mangiare una pizza fuori di casa, cioè sfuggire alla tentazione di farsela portare in poltrona da un giovane pakistano che ti lascia anche una bibita in omaggio, è roba da stoici.
Prima di tutto devi trovare qualcuno che venga con te. Ti toccherà telefonare, spiegare che l’ultima volta, a metà della seconda fetta, mentre guardavi “Chi l’ha visto” ti sei accorto che la quattro stagioni che stavo mangiando te l’aveva portata quel paki, proprio quello ricercato da Federica Sciarelli! Poi hai passato tutta la serata a cercarlo al telefono con la pizzeria Bella Napoli, ma senza riuscire a farti capire dal suo capo cinese!
Così, alla fine della 15esima telefonata, tua cognata, guardando il marito addormentato in mutande davanti alla fiction su Padre Pio, ti risponderà di sì, che l’hai convinta, che una pizza in pizzeria è quello che ci vuole per lavarsi, pettinarsi, mettersi i tacchi e abbandonare la famiglia, finalmente, per il fratello giusto, altro che quel mutante obeso che ha sposato!
Allora dopo tutto questo tribolare, caro Emma, vorresti trovarti di fronte, quando esci dalla macchina con tua cognata in preda ad una crisi isterica, a un luogo accogliente, odoroso di rosmarino e passata fresca, con personale pronto a sorriderti e consigliarti il menù giusto? Eh no, caro Emma, sarà proprio allora, mentre tua cognata avrà già iniziato a stenderti con i particolari sulla latitanza sessuale del tuo fratellone, che capirai, perché le pizzerie sono diventate tutte uguali!! Lo fanno per il tuo bene! Il pizzaiolo, la cameriera, la cassiera, tutti travestiti da non luoghi, assemblano forni in finta legna, odori sintetici di ortaggi geneticamente modificati, riproduzioni allegoriche alle pareti spaventose, per ricordarti di ordinarla da casa, la pizza, la prossima volta!
Questo, se ci pensi bene, caro Emma, spiega anche come fanno a campare tutti quei locali sempre mezzi vuoti! Ora lo sai, sono sovvenzionati dal SISTEMA, per farvi rimanere a casa, tu e tua cognata. Ognuno nella sua però, intendiamoci.
Tutto torna utile alla salvaguardia della famiglia, dell’ordine, della sicurezza, dello Stato, e persino dell’immigrazione! Un paki clandestino, in fondo, l’avevi pur sempre beccato, con quella quattro stagioni da asporto della pizzeria Bella Napoli, no?

Saluti

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Vi presento Maria Antonietta

Infittimento totale! Fresh blood on the blog.

Maria Antonietta Giudicissi terrà una correspondence dai posti che fotografo.

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Alle 20 febbraio 2008 alle ore 21:14 , Anonymous Pasquale Pignalosa ha detto...

finalmente giochiamo alla pari. complimenti per il tuo blog e non diventare mai saggia.
pasquale 'o retrogusto

 

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